Belpietro?

hahahahaha …. che essere vivente!

l’ho visto a Ballarò questa sera …. peccato che Panorama non stampa su cellulosa (possibilmente riciclata) … renderebbe almeno un servizio al paese …

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Siena, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio accolto dai cori: “Buffone”

da repubblica.it

Università, Letta contestato Uova e insulti dagli studenti

Università, Letta contestato Uova e insulti dagli studentiIl sottosegretario Gianni Letta

SIENA – “Buffone, buffone”. E’ il coro che ha accolto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, in visita al Santa Maria della Scala di Siena per ricevere il premio intitolato a Paolo Frajese. Ad attenderlo oggi, però, c’era un gruppo di studenti e ricercatori dell’Università toscana, pronti a contestare duramente la riforma della scuola firmata dal governo Berlusconi.

“Voi la distruggete, noi la costruiamo”, recitava uno striscione a favore della tutela dell’università. E poi urla, lancio di uova e pomodori all’indirizzo di Letta, a cui uno studente ha anche dato del “ciambellano”.

Il ragazzo è stato allontanato dalla polizia. E non sono mancati i momenti di tensione tra i poliziotti e gli studenti e i precari che stavano manifestando all’esterno mentre la cerimonia era in corso. Alcuni giovani hanno denunciato di essere stati caricati dagli agenti con i manganelli. Tre ragazzi sono andati al pronto soccorso per essere visitati.

Ma prima la contestazione è entrata anche nell’aula della cerimonia. Poco prima della premiazione una ricercatrice dell’università di Siena ha fatto il suo ingresso in sala e ha letto un documento contro i tagli delle leggi 133 e 180, specificando di non voler contestare il premio Frajese ma Gianni Letta “in quanto rappresentante di spicco di un Governo che sta portando avanti una politica dissennata di privatizzazioni e tagli”. “Si salvano le squadre di calcio, si salvano le banche, ma non le università, evidentemente perché non si vuole salvare l’università pubblica”, ha attaccato la ricercatrice.


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“Evidentemente – ha detto Letta – non conoscono la legge 133 e ne danno un’interpretazione che è quella che corre su tutti o certi giornali. Basterebbe approfondire un po’ meglio per capire che le cose non stanno così perché noi per primi abbiamo a cuore l’università di Siena e quella italiana in genere”.

Forse conosciamo meglio la riforma di quanto un ciambellano (ad essere buoni) come te vuol dare a credere.  Ma a chi pensi di parlare? Credi forse che il nostro QUI sia lo stesso (bassissimo) dei tuoi compagnucci di merende?

Berlusconi a cena con i soci della Cai: «Siete dei patrioti ma ci guadagnerete»

da [corriere.it]

La protesta dei piloti fuori da Palazzo Madama (Emblema)
La protesta dei piloti fuori da Palazzo Madama (Emblema)

ROMA – «Siete dei patrioti». Così Silvio Berlusconi si è rivolto alla folta delegazione Cai ospite a Villa Madama. Il premier ha nuovamente sottolineato l’importanza «di avere una compagnia di bandiera perché un settore vitale per il nostro paese è il turismo». Berlusconi ha poi ricordato di aver «posto il problema del salvataggio dell’Alitalia ai miei colleghi imprenditori convinto di chiamarli ad un gesto coraggioso e di amore verso l’Italia, ma anche consentendogli l’ingresso in un settore in crescita. Sono convinto che alla fine si tratterà di un buon investimento». 

OCCUPAZIONE – Il premier ha annunciato che in futuro potrebbero arrivare maggiori investimenti per la nuova Alitalia prevedendo un positivo impatto sull’occupazione. Questo ulteriore investimento «potrà aumentare così il numero dei dipendenti assunti. E sono sicuro che in futuro salirà. Così come l’indotto». Al ricevimento, oltre a Berlusconi, erano presenti i ministri dei Trasporti Altero Matteoli e dello Sviluppo economico Claudio Scajola, i sottosegretari alla presidenza del Consiglia Gianni Letta e Paolo Bonaiuti, il segretario generale di palazzo Chigi Mauro Masi, i deputati Valentino Valentini e Sestino Giacomoni e il direttore generale del Tesoro Vittorio Grilli. Per Cai, il presidente Roberto Colaninno, l’ad Rocco Sabelli, e diversi soci della cordata: Marco Tronchetti Provera, Angelucci, Corrado Passera e Enrico Salza per Intesa SanPaolo, Carlo Toto per AirOne e Salvatore Ligresti. In contemporanea circa duecento tra piloti e assistenti di volo Alitalia aderenti al ‘fronte del no’ hanno dato vita a un sit-in davanti all’ingresso di Villa Madama. I manifestanti, riunitisi in forma spontanea, hanno acceso lumini e indirizzato ironici applausi all’ingresso delle automobili dei partecipanti alla cena.

Italia finalmente prima al mondo …

… Italia finalmente prima al mondo

Ma per la «vergogna ambientale»

Il ministro dell’ambiente Stefania Prestigiamo accusato di sabotare il pacchetto su clima e energia nella Ue

[da corriere.it]

 

Stefania Prestigiacomo (Afp)
Stefania Prestigiacomo (Afp)

POZNAN (POLONIA) – L’Italia ha vinto il peggior premio che potesse ricevere alla Conferenza mondiale sul clima in corso a Poznan: il «Fossile del giorno», un’onoreficienza sicuramente un po’ goliardica, ma che di fatto rappresenta un attestato di vergogna ambientale. Il «Fossile» ce lo hanno assegnato venerdì sera, e ovviamente non c’era nessuno a ritirarlo, nel corso di una cerimonia seguita da centinaia di delegati e giornalisti di tutto il mondo, punteggiata da cori di disapprovazione. Si tratta di uno stendardo raffigurante un dinosauro che sputa fuoco, simbolo dei Paesi che non sono capaci di affrancarsi dall’uso massiccio dei combustibili fossili. 

LA STORIA – Il premio viene spesso accompagnato da un blocchetto di carbone da recapitare al vincitore. Istituto per la prima volta nel 1999, durante la conferenza mondiale sul clima di Bonn, il «Fossile del giorno» viene assegnato quotidianamente a uno o più Paesi che, secondo la giuria, si sono distinti per le loro azioni di disturbo, o addirittura di sabotaggio, al processo negoziale sul clima. Venerdì sera, oltre all’Italia, sono stati premiati anche, al secondo posto ex aequo, Giappone, Australia e Canada, e al terzo posto la Russia. La giuria è composta da diversi rappresentanti del Climate Action Network (CAN), la rete internazionale di oltre quattrocento associazioni non governative che partecipano ai lavori della conferenza.

PRESTIGIACOMO – Ma che cosa ha fatto il nostro Paese per meritarsi il «Fossile del giorno»? «La sua delegazione, in questi primi giorni della conferenza, sembra silenziosa e addirittura inesistente -scrivono nella motivazione i rappresentanti del CAN-. Ma di fatto si sta dando da fare sia a Bruxelles sia a Roma per distruggere il buon esito del processo negoziale di Poznan». Il ministro dell’ambiente italiano Stefania Prestigiamo, in particolare, è accusata dai rappresentanti del CAN di sabotare il pacchetto su clima e energia in discussione alla UE, affermando che gli obiettivi del 20% entro il 2020 (riduzione delle emissioni, aumento dell’ efficienza e delle rinnovabili) sarebbero irrealistici e costosi.


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GLI UNICI IN EUROPA – «L’Italia è convinta di riuscire a minare alle basi la conferenza di Poznan con i suoi complotti -si legge nella sferzante conclusione delle motivazioni-, tanto che i suoi ministri affermano che prima della prossima conferenza di Copenhagen tutti gli obiettivi dovranno essere ridefiniti. L’Italia è molto intelligente, ma il CAN ha occhi dappertutto. E così, Fossili per voi! ». Nessun commento dalla delegazione italiana che, per altro, in questi primi giorni della conferenza, è rappresentata solo a livello tecnico: il ministro dell’Ambiente con i suoi funzionari arriveranno la metà della prossima settimana. «Il Fossile del giorno è un segnale -commenta la responsabile delle Campagne Internazionali del Wwf Maria Grazia Midulla-. L’Italia con le sue posizioni, è rimasta sola in Europa. Finanche il ministro dell’Ambiente polacco ha dichiarato che il suo Paese perseguirà il taglio del 30% delle emissioni. Ci auguriamo che nel seguito delle trattaive internazionali faremo una figura migliore, anche in vista del ruolo di presidenti del G8».

Strage Thyssen, applausi e rabbia al corteo – Cerimonie senza esponenti del governo

da repubblica.it

Fassino: “Sconcertante la mancanza di sensibilità dell’esecutivo” 

ROMA – Si è concluso con un applauso davanti al Palazzo di Giustizia di Torino il corteo in ricordo della strage della Thyssen. Oltre cinquemila persone hanno voluto sfilare dal luogo della tragedia, l’acciaieria dove lo scorso anno sono morti i sette operai, al tribunale dove il 15 gennaio è in programma la prima udienza del processo contro i sei imputati del disastro. 
Era la notte del 6 dicembre quando nella linea 5 dello stabilimento torinese della multinazionale tedesca si scatenò l’inferno. Le vittime si chiamavano Antonio Schiavone, 36 anni, Roberto Scola, 32 anni, Angelo Laurino, 43 anni, Bruno Santino, 26 anni, Rocco Marzo, 54 anni, Rosario Rodinò e Giuseppe Demasi, 26 anni. 

La messa. Dopo la fiaccolata di ieri sera, stamattina si è tenuto l’omaggio al cimitero. Una messa a cui hanno partecipato i familiari delle vittime, il sindaco di Torino e i presidenti di Regione e Provincia, sindacalisti (tra cui il segretario dell’Ugl Renata Polverini), le rappresentanze della Juve e del Torino e alcuni politici del centrosinistra (Fassino e Damiano). Assente il governo, la Confindustria e l’Unione industriali di Torino. Alla fine della cerimonia un piccolo corteo ha raggiunto le tombe dei sette operai, dove è stata scoperta una lapide che li ricorda. 

Il corteo. “Tanta rabbia e una sola parola: assassini, assassini, assassini”. Antonino Santino, papà di Bruno, uno dei sette operai uccisi lo scorso anno dal rogo della ThyssenKrupp di Torino, esprime così il suo dolore ad un anno di distanza dalla tragedia. Ed è lui ad aprire il corteo organizzato per ricordare le vittime delle ThyssenKrupp. Circa cinquemila i partecipanti, molte le bandiere rosse della sinistra (in particolare del Pdci). Presenti anche i ragazzi della “No Gelmini” che stanno ricordando la tragedia della scuola di Rivoli. 

In testa al corteo ci sono i familiari di quattro delle sette vittime (Rodinò, De Masi, Santino e Scola) che poco prima dell’inizio della manifestazione sono stati in delegazione all’albero “Totem”, di fronte dello stabilimento da cui è partita la manifestazione, che ricorda gli operai morti. “Non posso pensare che mio fratello sia morto per spegnere un fuoco, per salvare quattro mura e quei macchinari che non funzionavano” dice Laura Rodinò, sorella di Rosario. 

Tra i numerosi striscioni anche quello degli studenti anche liceo scientifico Darwin di Rivoli dove qualche settimana fa è morto un giovane 17enne pre il crollo di una controsoffittatura. “Di scuola e di lavoro non si può morire, da Rivoli alla Thyssen per non dimenticare”, recitava la scritta. 

La voce dei politici. Alla manifestazione era presente anche Piero Fassino, che ha sfilato accanto ai familiari delle vittime. ”Non dimenticare l’atroce tragedia è non solo un dovere morale, ma un impegno politico. E per questo è sconcertante che nessun rappresentante del governo e della sua maggioranza abbia sentito la sensibilità di essere questa mattina accanto ai familiari delle vittime”. 

I miserabili

non si tratta di un romanzo ma dei rappresentanti del Partito delle Libertà tra cui il loro candidato Ciarrapico

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da REPUBBLICA.IT

Del gruppo editoriale di Ciarrapico, fanno parte testate di Latina, Civitavecchia, Rieti, Viterbo, Roma-Eur, Ostia, Fiumicino, Castelli, Guidonia-Tivoli e Nuovo Molise Oggi. Quest’ultima, lo scorso anno, finì al centro di un’aspra polemica politica: venne accusata (insieme a TVI Teleisernia e al TGR Molise) di condurre una campagna denigratoria contro il presidente della Regione Molise della Casa delle Libertà Michele Iorio e la sua giunta. A novembre 2007 un’associazione culturale di Campobasso ha manifestato davanti la sede locale della redazione di Nuovo Molise oggi per dire basta all’accoppiata del quotidiano di Ciarrapico con Il Giornale della famiglia Berlusconi. 

Ma i problemi per il Ciarrapico editore non sono solo di natura politica. Sempre nel 2007 il nome dell’imprenditore ciociaro è finito sul registro degli indagati per truffa insieme a otto suoi collaboratori e dipendenti (tra i quali due presunti prestanome ottantenni), in relazione ai contributi del Dipartimento per l’editoria di Palazzo Chigi: oltre cinque milioni di euro, ottenuti grazie alla legge che prevede l’erogazione di contributi a quotidiani editi da società la cui maggioranza del capitale sia tenuto da cooperative, fondazioni o enti morali.

Secondo l’accusa Ciarrapico avrebbe fatto figurare che le due società “Editoriale Ciociaria Oggi” e “Nuova Editoriale Oggi”, amministratrici dei giornali da lui controllati avevano gestioni separate. Ma la realtà, per gli inquirenti, sarebbe assolutamente diversa e gli intrecci tra le società evidenti e quindi il doppio contributo non dovuto.

Inoltre gli uomini del Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza, si sono messi anche sulle tracce di una parte della ventina di milioni elargiti dal dipartimento per l’Editoria di Palazzo Chigi per il periodo 2002-2005, che sarebbero andati a finire nella cassaforte di una banca del Lussemburgo.

E per Ciarrapico non mancano neanche problemi con il sindacato dei giornalisti. “L’Associazione Stampa Romana denuncia gli atteggiamenti padronali di stile paleo-industriale di Giuseppe Ciarrapico, i tentativi di governare le sue redazioni e persino i suoi direttori senza tenere in nessun conto le leggi, le regole, le norme del contratto di lavoro dei giornalisti e lo stesso buon senso”, scriveva l’Asr nell’ottobre di due anni fa, dopo le dimissioni di Angelo Perfetti, “a cui dal maggio 2004 l’editore aveva affidato le sue testate”. Una decisione, dice ancora il sindacato, maturata dopo vessazioni e continue e illecite ingerenze nel suo lavoro”, da parte di Giuseppe Ciarrapico. E forse non è un caso se le redazioni del gruppo, interpellate sulla candidatura, rispondano con un secco “No comment”.
Al posto di Berusconi, oltre al circo di animali nella sua lista, candiderei anche quelli della uno bianca, qualche dittatore balcano e africano. A lui e a quelli del suo partito non interessa il nostro paese ma come lo potrà continuare a malversare facendo in tutto e per tutto i suoi personalissimi interessi.

Per chi milita nel PDL e lo vota: siete la vergogna di questo paese. Vergognatevi.

Malpensa?

Ricevo come molti (o tutti) tutti i giorni decine di mail di spam ovvero posta indesiderata. Questi indirizzi vengono quindi usati in barba ad ogni norma di privacy o di legge in materia.

Hoi ricevuto tra le altre questa mail

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Trattasi di una bella marchetta elettorale di un tale STEFANO MAULLU della “Casa delle Libertà”.

Considerazioni:

1) la mia email NON è pubblica. Chi ha fatto e fornito un elenco dicendo che è pubblica dice il falso e come tale va condannato.

2) Malpensa si difende mettendo delle persone ai vertici dell’ “azienda Malpensa” valide e libere da giochetti politici. Il protezionismo – di cui siete professionisti – porta solo ad avere aziende malate che fanno morire il territorio. Chi ha ucciso Malpensa siete stati proprio voi …